Oggi vi presentiamo Moreno Pinciroli, preparatore dei portieri del Centro Giovanile San Vittore Olona, che segue con grande dedizione i ragazzi sia
dell’attività di base che dell’attività agonistica. Con il suo metodo attento e personalizzato, Moreno lavora per aiutare i giovani portieri a migliorare la loro
tecnica, concentrazione e forza mentale, con un approccio che unisce competenza e passione. Scopriamo di più sul suo lavoro attraverso questa intervista!
1. Come affronti il primo incontro con un giovane portiere?
P: Il primo incontro è conoscitivo. È importante ottenere informazioni generali sulla scuola, sugli amici, sulla famiglia e, infine, sapere se ha scelto da solo di
fare il portiere. Queste informazioni servono a capire come relazionarsi con il bambino o il ragazzo. Da lì, inizia la preparazione al ruolo. Soprattutto per i più
piccoli, l’allenamento deve essere divertente, quindi dedichiamo lo stesso tempo al gioco e alla tecnica. A seconda dell’età e del livello fisico e tecnico,
cerco di sviluppare un sano agonismo, competitività e reattività fisica e caratteriale.
2. Su cosa ti concentri durante l’allenamento con i ragazzi, e come differenzi il
lavoro tra attività di base e agonistica?
P: Gli stessi aspetti, adattati all’età, vengono allenati per tutti. Con l’agonistica e con gli ultimi anni dell’attività di base, amplifico il programma con esercizi
mirati ai tre elementi fondamentali della preparazione. Prima, però, seguo un principio essenziale: il portiere va preparato, non sfiancato.
Elementi base:
– Situazionale comunicazione
– Tecnica specifica del ruolo
– Aspetti motori-coordinativi
Da qui, sviluppiamo le aree di tecnica (mani e piedi), tattica, fisica e tecniche di attacco e difesa, il tutto sempre con “allegra serietà”.
3. Come gestisci gli errori di un portiere e il loro impatto sulla squadra?
P: Questa è la parte più difficile. L’errore del portiere spesso porta a un gol, e quindi sembra più grave degli altri. Anche se faccio spesso notare che
quell’errore va condiviso, sottolineo che se non si sbaglia non si cresce. Non è mai semplice sapere cosa fare: una parola o un tono sbagliato possono
peggiorare la situazione. Durante la partita cerco di trasmettere tranquillità e far riprendere la concentrazione, mentre in allenamento rivediamo l’errore.
Al primo allenamento dopo la partita, discutiamo insieme su cosa avremmo potuto fare diversamente. Ogni ragazzo ha una “password” diversa, e trovarla
non è sempre facile.
4. Quali obiettivi ti poni per la crescita dei portieri durante la stagione?
P: L’obiettivo è raggiungere la miglior prestazione costante durante l’intera stagione. Come farlo? Un sistema giusto o sbagliato non esiste. Per me è
fondamentale seguire i ragazzi anche in panchina, far sentire la mia presenza.
Il loro comportamento, sia che giochino o meno, mi dà indicazioni per pianificare l’allenamento successivo e verificare quanto svolto nella settimana
precedente.
5. Il ruolo del portiere è cambiato negli anni: come lo spieghi ai tuoi ragazzi e
come lo alleni?
P: Il ruolo del portiere è cambiato, senza dubbio. Tra nuovi stili di gioco e palloni più leggeri, oggi il portiere è praticamente un difensore aggiunto, come un
vecchio libero, e deve essere propositivo. Piedi e mani hanno la stessa importanza, e un buon portiere deve avere buoni piedi. Per questo motivo,
l’allenamento comprende esercizi podalici e ripartenze dal basso, sempre in coordinazione con il mister della squadra. A volte il confronto porta a soluzioni
inaspettate.
🙏 Grazie Moreno per la tua collaborazione e per aver condiviso con noi il tuo metodo e la tua esperienza! 🙏
Il tuo impegno nel seguire i giovani portieri è fondamentale per la loro crescita tecnica e caratteriale. Ti auguriamo un buon proseguimento di lavoro con i nostri ragazzi, con la certezza che continuerai a farli crescere con la tua “allegra serietà” e dedizione.
Buon lavoro! 💪⚽
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